L’eredità è un dono.
Qualunque eredità. E ogni esperienza ce ne regala una. Piccola o grande. Che ci piaccia oppure no.
Credo di non avere ancora finito di digerire, elaborare, assaporare fino in fondo l’immensa eredità che questo viaggio mi ha regalato. A parte un’enorme quantità di foto, video, ricordi ed esperienze, l’eredità per me forse più importante è aver capito che strada voglio intraprendere, che tipo di vita voglio vivere.

In realtà tutto questo era già dentro di me – e grazie a questo viaggio ha potuto emergere con tutta la sua forza, in tutta la sua bellezza. Non nego che i primi mesi dopo il mio rientro in Svizzera sono stati un periodo difficile: un inverno lungo e buio ma forse un passaggio necessario per permettermi di apprezzare i mesi passati in viaggio. Anche questa è eredità.
Eredità sono le lezioni di vita, gentilezza e accoglienza incontrate per strada, sono le persone, l’affetto che ho potuto percepire e, perché no, anche i pericoli a cui sono andata in contro. Un prezzo da pagare per un grande regalo.

Tutti ciò che vedete qui, l’idea, il libro, il progetto Parole on the road, altro non sono che la punta dell’iceberg: la parte visibile di un viaggio che in realtà non è iniziato il 1° giugno 2014, ma molto prima. Un viaggio che non mi ha portato “solo” in Giappone, ma anche in altri luoghi, i luoghi dell’anima.
Condividere con voi tutto questo altro non è che un tributo al mio, al vostro e a tutti i viaggi. I viaggi che compongono le nostre vite, i viaggi che SONO le nostre vite.
Buona strada!