Chilometri diVersi

Dalla Svizzera al Giappone: il racconto in versi di un solitario viaggio in moto

Tutta l’opera è corredata di codici QR, che ti permetteranno di visualizzare le mie più belle foto di viaggio.

La lettura con le immagini sarà molto più profonda e ti permetterà di capire meglio come si è svolto il mio viaggio e quali traguardi ho raggiunto.

E anche questa volta, il Viaggio non mi ha deluso.

E infatti Chilometri diVersi vuole essere un tributo a un’esperienza di vita che mi ha profondamente segnata e che mi ha permesso di entrare un po’ più in contatto con le vera me stessa. 

L’idea della poesia, dei versi, viene principalmente dal fatto che io funziono per immagini e queste poesie somigliano a delle istantanee, delle Polaroid, che ripercorrono alcune delle tappe del mio viaggio.

Questo libro per me rappresenta anche un punto di arrivo, forse la vera fine del viaggio, e al tempo stesso un punto di partenza per quella che spero diventerà la mia nuova vita.

Dovevo onorare una promessa. Dovevo darmi un’altra possibilità.

Sai come si dice, per tornare in superficie bisogna prima sprofondare.

Un lungo viaggio alla scoperta del diverso. Un lungo viaggio alla scoperta di me stessa.

La Mappa del Mio Viaggio

COSA DICONO I LETTORI

Eleanor Arroway è un’astrofisica che nel viaggio immaginario in altri mondi descritto da Carl Sagan ad un certo punto davanti alla magnificenza dell’universo in uno spazio stellare dice “Dovevano mandare un poeta non uno scienziato”. Credo che Marta sia il poeta che aspettavamo. È riuscita con un linguaggio raffinato, ma allo stesso tempo innovativo, a descrivere situazioni ed emozioni lasciandoci immaginare ed impersonare completamente con il proprio cuore e punto di vista nel suo viaggio. Posso solo sperare che a questo ne seguiranno altri.

Complimenti.

Evan

Mi è subito piaciuta la tua espressione “lasciarsi viaggiare” e tutto il libro rende molto bene questo concetto.
Direi che il libro si “è lasciato leggere”. Ha fatto tutto da solo.
I versi scorrono via leggeri pur avendo una dimensione introspettiva profonda e a volte dura.
E allora ti accorgi che c’è un unico filo che lega tutti i Versi, e che tu stesso ci stai viaggiando sopra.
È stato sorprendente ritrovare il senso della noia nella poesia successiva a quella che lo descriveva “La noia fa fare cose strane”. L’avevo detto: una bella intuizione stilistica!!

Danila

Ieri ho letto il libro, in realtà l’ho divorato in pochissimo tempo, e poi riletto e poi la terza volta. È vero si tratta di istantanee fotografiche realizzate con le parole, ad ogni lettura cambia la percezione di quanto si immagina, appunto immagino, e c’è sempre un dettaglio in più. Non sono un esperto di letture in versi, ma questi sono semplici, diretti, immediati e facili. Molto bello Marta, un piccolo gioiello che si può aprire a caso, leggere e immaginare. Grazie! 🙂 

Leonardo Colombo

Vorrei definire il tuo libro con aggettivi, perché questi mi sono venuti in mente mentre lo leggevo: intenso, onesto, asciutto, coraggioso. E le reazioni che questi aggettivi hanno suscitato in me sono state: ammirazione per il coraggio che hai avuto nell’affrontare l’intera avventura del libro e delle circostanze che lo hanno originato; senso di libertà e di autonomia; autonomia rispetto alle finzioni in cui ci costringiamo a vivere; sensazione di vastità del mondo e delle persone. Le persone sono immense se le si vuole conoscere realmente.

Elisa Rampone

“Il mio cuore è nomade tra oggi, ieri e domani.” Quello di Marta è un modo tutto nuovo ed insolito di raccontare un Viaggio.
La sua poesia riesce a proiettare il Viaggio stesso in una dimensione profonda e molto più interiore di quanto, normalmente, si percepisca. Tra i versi di Marta troviamo la fatica, la delusione, la polvere, la Strada, ma anche i colori, la gioia e l’appagamento nell’aver vissuto innumerevoli avventure, troviamo le sensazioni che ci restano sulla pelle, e nel cuore. Ci riporta all’essenza vera del Viaggio, alla Strada, dove si mescolano tutti gli elementi del mondo e dell’anima. Ci riporta al movimento libero e istintivo, senza la necessità di andare da un luogo ad un altro, senza la necessità turistica del “visitare” qualcosa. Ci riporta alla semplicità.
Sa essere rude e delicata. Marta riesce a raccontarci il Viaggio nella dinamicità dei pensieri veloci, creati dalla Strada che scorre svelta sotto le ruote della sua motocicletta. Ma è capace anche di farci gustare la profondità del silenzio che quegli stessi pensieri scavano nella sua mente e nel suo cuore quando si ferma. “Non faccio nulla. Siedo, fumo e sto in silenzio. E guardo il vuoto davanti a me.”
Ci porta con lei seduti sul sellino della sua Nikita, su quella Strada che va oltre l’orizzonte straniero ma che non ha bisogno di un nome. Attraverso i riflessi e le immagini, le sensazioni e le emozioni che ci regala, ci conduce nei luoghi più oscuri e confusi da esplorare, le profondità di noi stessi. Il Viaggio vero. Viviamo con lei, chilometro su chilometro, un percorso interiore e segreto che ci fa crescere e fuggire, scomparire e ritrovarci. Che ci fa morire e poi rinascere.
Ci regala istantanee Marta, rivelandoci il Viaggio della vita in un modo nuovo e sincero e facendoci scoprire che per raccontarlo non serve una storia da seguire, una sequenza di eventi, ma poche parole, che ti lasciano dentro l’essenza, il sapore di un ricordo, come gli attimi di infinito che ci rimangono dentro per sempre.

Daniele Donin

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