Eredi di Tamerlano è un reportage di viaggio, che raccoglie esperienze e interviste collezionate nei diversi viaggi che l’autore ha intrapreso attraverso le cinque repubbliche centroasiatiche.

Il libro non presenta una particolare cronologia, è invece suddiviso dal punto di vista geografico: ciò lo rende uno strumento prezioso per chiunque si appresti ad affrontare un viaggio in questa regione o, più semplicemente, per chiunque abbia voglia di scoprire quest’area del globo un po’ dimenticata dal turismo di massa.

Peter Boehm ha lavorato a lungo come corrispondente estero per i berlinesi tageszeitung e taz, e per il servizio radiofonico pubblico, anch’esso di Berlino.

In lingua inglese, invece, ha collaborato con The Independent di Londra e Christian Science Monitor di Boston. Ha scritto su Africa, Asia centrale e sul Vicino Oriente e ha vissuto e lavorato a Nairobi, Taškent, Los Angeles e Riad.

Alternativo è anche l’approccio dell’autore: nelle sue pagine infatti si trovano tanto cenni storici, come ad esempio quelli sulla Samarcanda originaria, quanto informazioni decisamente più attuali, come il problema dell’AIDS nella città industriale di Temirtau, in Kazakistan.

Malgrado lo stile tipicamente giornalistico, l’autore non risparmia sull’ironia, soprattutto quando delinea, con teutonico rigore, le personalità stravaganti di quelli che secondo lui sono, appunto, gli eredi di Tamerlano: i presidenti delle cinque repubbliche centroasiatiche saliti al potere dopo il crollo dell’Unione Sovietica.

Tra edifici stravaganti e abitudini eccentriche, Boehm disegna un quadro piuttosto preciso di quelle che, de facto, altro non sono che cinque nuove dittature di vecchio stampo sovietico.

Dal disastro ecologico del lago d’Aral ai paesaggi mozzafiato del Pamir, dalla proposta di matrimonio alla centroasiatica al buzkashi, i racconti di questo libro sono divertenti, curiosi e allo stesso tempo istruttivi. Ma soprattutto non mancano di sollevare un quesito al quale, probabilmente, non riusciremo mai rispondere: si stava meglio quando si stava peggio?

Se come me ami approfondire la conoscenza di un Paese o una regione prima di recarti a vistarla, non puoi partire senza aver letto questo libro.

Un racconto di prima mano della vita e delle difficoltà della regione senza fronzoli o inutili giri di parole ma con un sano approccio alla verità, che – quando possibile – lascia spazio a entrambe le campane permettendo al lettore di scegliere da che parte stare.

Uno strumento indispensabile per farsi un’idea dell’area prima di partire.

Buona strada!